Wild Routes

Alzando gli occhi al cielo – L’orsa maggiore

Alzando gli occhi al cielo – L’orsa maggiore

 

Con questa rubrica dedicata all’astronomia iniziamo un viaggio a spasso per l’universo, tra i corpi celesti che ne animano la vastità. 

In tutto ciò il nostro amato pianeta Terra non è che un puntino microscopico, ma è da qui che l’osservazione del cielo è iniziata millenni orsono e prosegue tuttora anche se con qualche occhio in più (come i telescopi e le sonde spaziali) che ci permette di andare più in profondità nel buio che avvolge gran parte dell’universo. 

La volta celeste ha infatti sempre affascinato la curiosità umana, che vi ha cercato risposte alle domande più profonde, spesso invano e senza basi scientifiche.

 

 L’origine del mito

 Il nostro viaggio inizia nella costellazione dell’Orsa Maggiore, che ha la particolarità di accomunare le tradizioni di popoli sparsi in parti anche molto distanti della nostra Terra. Pensate che gli abitanti nativi del Nord America condividevano l’identificazione delle sette stelle principali (che costituiscono il cosiddetto Grande Carro nella nomenclatura tolemaica) come parte della figura di un orso con gli stessi europei giunti nel continente durante il XV secolo. Questo fa pensare che probabilmente il mito legato alla costellazione sia molto più antico e risalentefin  allo sviluppo delle prime comunità  umane in Nord America diverse migliaia di anni prima, cioè quando vi furono le prime colonizzazioni del continente attraverso lo stretto di Bering.

Allineamenti e sistemi stellari

Viene definita come costellazione circumpolare, perché visibile durante tutta la notte in qualsiasi momento dell’anno in tutta Europa. Le 7 stelle principali erano anticamente dette i “Sette Buoi”, in latino “Septem Triones” da cui deriva il termine settentrione che tuttora utilizziamo per indicare il Nord. Molti sicuramente già conoscono il metodo che, grazie al prolungamento della linea immaginaria che collega le due stelle finali del Grande Carro (cioè Merak e Dubhe), permette di trovare la Stella Polare e quindi il Nord (ma perché la Stella Polare indica il Nord? Beh, lo scopriremo nella prossima tappa del nostro viaggio!). 

Non a caso vengono rappresentate assieme nella bandiera dello Stato americano più settentrionale, l’Alaska!

© P. Lucciola

Torniamo quindi alla nostra Orsa Maggiore per parlare di alcune sue stelle molto particolari. Formano una strana coppia, si trovano al centro della coda dell’orsa ed i loro nomi sono Alcor e Mizar. Cosa avranno di così particolare queste due stelle? Innanzitutto la loro vicinanza reciproca dal nostro punto di osservazione sulla Terra; talmente vicine che non è facile distinguerle, infatti diventa un ottimo esercizio per testare la nostra vista perché la distanza che le separa è di “soli” 4 anni luce. Ma c’è un’ulteriore peculiarità che riguarda queste due stelle: ognuna di esse è a sua volta una stella doppia, avendo una gemella a poca distanza. Mizar è difatti distinta in Mizar A (grande 2 volte il nostro Sole) e Mizar B (quasi 4 volte le dimensioni solari). Se provassimo poi ad avvicinarci ancora più ad ognuna scopriremmo che sono a loro volta sono entrambe delle stelle doppie. A tutto ciò aggiungiamo inoltre che pure Alcor è una stella doppia (la secondaria è una piccola stella nana rossa) e ciò porta tutto questo sistema a diventare un insieme di 6 astri!

Nelle nostre escursioni astronomiche la costellazione dell’Orsa Maggiore sarà sempre una delle protagoniste principali, e scopriremo assieme moltre altre curiosità su questo asterismo e sulle sue interpretazioni da parte delle diverse culture. Nelle prossime puntate di questa rubrica andremo a conoscere altri soggetti del panorama notturno! Alla prossima tappa del nostro viaggio nell’universo!

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