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Il bramito del cervo

Il bramito del cervo

L’estate volge al termine, le foglie iniziano a colorarsi e la sera meglio uscire con la giacchetta. C’è però un altro segnale che ci comunica l’arrivo dell’autunno, un suono profondo che rimbomba nelle valli alpine e prealpine. Colui che lo emette è il re indisturbato delle foreste e sta facendo sapere a tutti che è pronto a riprodursi. Ovviamente stiamo parlando del cervo,  Cervus elaphus, il più grande ungulato dei nostri boschi con i maschi che arrivano a pesare quasi 200kg e le femmine poco meno di 100kg.

I maschi di cervo ora sono al massimo della loro forma. Il palco, caduto in primavera, è ricresciuto robusto, forte, sapientemente pulito dal velluto (una morbida peluria vascolarizzata che ricopre il palco) ed è pronto ad essere sfoggiato nelle sfide per conquistare le femmine. I cervi però prima di arrivare agli scontri fisici hanno sviluppato un altro comportamento: si sfidano a gran voce per saggiare la forza dei rivali. Così, dal tardo pomeriggio fino a notte inoltrata, nelle valli riecheggiano i loro bramiti. Il bramito è un suono gutturale a bassa frequenza ed udibile ad alcuni chilometri di distanza, il suo “scopo” evolutivo è quello di stimare a distanza le dimensioni degli altri contendenti. Solo i cervi più forti ed esperti riescono a trasmettere i propri geni, mentre i più deboli e i giovani sono costretti a rinunciare. 

Quando però due cervi di eguale stazza si incontrano, la voce più possente non basta; i due iniziano a scrutarsi e compiere quella che in gergo viene definita la “parata in parallelo“, i contendenti camminano fianco a fianco a pochi metri di distanza, arricciando il labbro superiore per ostentare il canino. Questo comportamento viene definito ritualizzato in quanto i canini erano ben sviluppati negli antenati degli attuali cervi mentre ora non sono presenti (salvo alcune eccezioni). 

Se neppure questa soluzione porta ad un vincitore, si arriva allo scontro fisico. I combattimenti sono prove di forza che stabiliscono la gerarchia ma che non di rado terminano con gravi ferite o la morte di uno dei contendenti. 

In video: Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus). Sottospecie presente in Sardegna, più piccola e con palchi meno ramificati rispetto alla specie nominale.

L’ascolto dei bramiti però non è solo fonte di grande emozione per i camminatori dei boschi, esso è fondamentale nello studio e nel monitoraggio delle popolazioni di cervi. Faunisti e ricercatori infatti durante il periodo degli amori, riescono a stimare la popolazione di cervi partendo dal numero di maschi bramenti. Detta così sembra facile ma un grosso numero di persone è richiesto per avere dati di qualità e bisogna per forza fare anche analisi di altro tipo.

Quando si esce per un censimento, a coppie o piccoli gruppi ci si distribuisce sul territorio definito e di notte, con le orecchie bene aperte, si segnano le informazioni necessarie: quanti bramiti nella sequenza? In che direzione? A che distanza? L’incrocio di tutti questi dati, uniti ad altre informazioni raccolte, permette di stimare la popolazione di cervi presa in esame. 

 

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Nelle prossime settimane, tra i boschi delle Prealpi Giulie e della Carnia, ci metteremo in cammino per ascoltare il bramito del cervo. Nella calma del crepuscolo sveleremo i segreti di questo grande animale simbolo della foresta e parleremo dell’importanza della gestione dell’ampio patrimonio faunistico della regione. 

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